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<Articolo>
	<titolo>Introduzione a XML<br/></titolo>
		<autore>di Gianluca Torta<br/></autore>
			

<introduzione>Dopo diversi anni in cui il Web è stato dominato quasi esclusivamente da HTML (e sue estensioni proprietarie), si è recentemente posta all'attenzione della comunità internet una nuova tecnologia: XML (eXtensible Markup Language).<br/></introduzione>
			

<cosa>Essa non è sostitutiva di HTML (anche se per alcuni aspetti possono sovrapporsi), riflette invece nuove necessità nate dall'evoluzione del Web da una collezione statica di contenuti da leggere (o guardare, ascoltare, ...) ad una piattaforma applicativa.<br/></cosa>
			

<alternative>Non che fino ad XML lo sviluppatore non avesse alcuno strumento per creare applicazioni Web dinamiche: basta pensare, per esempio, sul lato server ai CGI, a PHP, ai Java Servlet, ad ASP; e, sul lato client, all'embedded scripting, alle applet Java o a DHTML.<br/></alternative>
			

<innovazione>Quello che mancava, essenzialmente, era un formato standard di interscambio di informazioni applicative; l'effettivo scambio di tali informazioni tra browser e server avveniva in uno dei seguenti modi: o tramite codice HTML (quindi per mezzo di FORM che mescolano la definizione dei dati con il modo in cui devono essere visualizzati), o usando qualche protocollo applicativo proprietario definito tra la applet ed il servlet. Lo standard XML tenta di colmare questa lacuna che è un ostacolo fondamentale allo sviluppo delle applicazioni Web.<br/></innovazione>
		

<applicazione>

<app1>Voglio sottolineare subito, comunque, che le applicazioni di XML vanno già ora ben al di là del Web anche se, trattandosi di un formato di interscambio, esso presuppone per lo più l'esistenza di diverse applicazioni comunicanti su una rete.<br/></app1>

			

<esempio>

<caso1>Un esempio abbastanza significativo è la probabile affermazione di XML nel campo dell'EDI (Electronic Data Interchange), al posto di formati come ASC X12 e EDIFACT, nell'interscambio di documenti elettronici tra aziende ed altri enti (si veda per esempio ebXML).<br/></caso1>
				
<caso2>Un'altra applicazione promettente è l'uso di XML per la persistenza di oggetti run-time, concetto ben noto noto ai programmatori di linguaggi OO o di componenti distribuiti. In sostanza, si tratta di "ibernare" lo stato di un oggetto (per esempio una classe Java) su disco, in modo da riprendere l'esecuzione successivamente dallo stesso stato in cui era stata interrotta.<br/></caso2>
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</esempio>

<app2>L'ubiquità di XML come futura lingua franca si può facilmente vedere dalla varietà di domini in cui già esistono o sono in fase di realizzazione specifiche di interscambio che si fondano su di esso: oltre al già citato settore dell'e-business, esistono applicazioni XML per lo scambio di informazioni di tipo matematico, grafico, di multimedia e di statistica (solo per citarne alcune).<br/></app2>

<app3>Anche il mondo dei DBMS (e del data-access in generale), naturalmente, si è accorto di XML e i principali prodotti commerciali e non, insieme a database sperimentali per ora accademici, tentano di supportare XML in modo più o meno profondo.<br/></app3>
<br/>
</applicazione>

	
</Articolo>

